Quando una persona entra nel mio studio, non parto mai soltanto dalla norma o dall’atto che ha ricevuto.
Il primo obiettivo è prendermi il tempo per ascoltare. Perché dietro un fascicolo o una pratica c’è quasi sempre una persona che sta vivendo situazione difficile, che la turba e le toglie serenità.
Prima di tutto cerco di capire cosa è successo e come si è arrivati a quel problema. Questo è di fondamentale importanza quando, dietro la questione legale, esistono rapporti familiari, personali o conflitti che si sono sviluppati nel tempo o che sono alla base delle situazioni alla base della richiesta di assistenza.
Il mio primo passo è distinguere ciò che una persona vive sul piano personale da ciò che può essere sostenuto e tutelato sul piano giuridico. Attraverso questo approccio posso valutare le possibili strade e spiegare con chiarezza cosa può essere fatto.